Impronta

Nel solco del genio

Passione, conoscenza, spirito di osservazione e di esplorazione, naturale esclusività, curiosità innata e propensione all’eccellenza: tutto quello che abbiamo ereditato dal Genio rivive ogni giorno nella terra, nei gesti, nel lavoro delle donne e degli uomini della nostra azienda. Ci muoviamo nel solco del Genio. La sua impronta è riconoscibile. La sua impronta è unica.

Curiosi come Leonardo

La nostra sede è a Vinci e da anni ci impegniamo nella riscoperta, nel recupero e nel proseguo di tutta la ricerca scientifica avviata da Leonardo in enologia, al fine di dare vita alla versione moderna ed aggiornata del suo metodo enologico, utilizzato oggi per la produzione di vini eccellenti sotto il marchio Cantine Leonardo da Vinci. Siamo un’unione di cantine italiane con la missione di valorizzare la storia e le eccellenze vitivinicole di ciascun territorio, attraverso un moderno connubio di progetti enologici, oltre a cultura ed enogastronomia, per raccontare ogni giorno il Genio del vino.

Mappa
Da-vinci-capolavori-pallina

La cura del tempo

Questa impronta secolare nutre i vigneti di Villa da Vinci, considerati da sempre fra i migliori del territorio di Vinci e del Montalbano in termini di esposizione, tipo di suolo e cura nella viticultura. Il terreno è un valido alleato nel conseguimento di ottimi frutti: 4 milioni di anni fa, infatti, l’area de dei nostri vigneti era sommersa. Ancora oggi è possibile trovare bellissimi fossili passeggiando sulle colline tra i filari. Il terreno è quindi ricco di minerali, sostanze che si riflettono in maniera positiva nella crescita del vitigno principale della zona: il Sangiovese. Il programma d’impianto di vigneti altamente specializzati fu avviato dalle Cantine Leonardo da Vinci in Villa da Vinci nel 1995, con i primi tre ettari, ed è proseguito annualmente.

Un lavoro di ricerca che trae ispirazione dagli studi di Leonardo sull’enologia.

In naturale evoluzione

Le osservazioni e gli obiettivi leonardiani, ripresi dal nostro staff tecnico, agronomico ed enologico, non sono mai statici e definitivi. La continua ricerca della perfezione e di nuove metodologie di viticoltura ci ha portati a reinterpretare ed integrare i trattati del Genio, proseguendo il lavoro di Leonardo per ottenere il più “Divino licore dell’uva”.