Come detto in precedenza, il tannino è una sostanza organica e naturale ed è presente in tutto il mondo vegetale: nelle piante, nelle foglie, nei semi, nel legno o nella buccia della frutta. In un grappolo d’uva il tannino si trova nel raspo, nel pedicello, nei vinaccioli e nelle bucce. Esso viene estratto durante la fase di macerazione, variando in base all’acidità del vino. Nei vini giovani, i tannini sono presenti in molecole semplici, piuttosto aggressive e astringenti, mentre con l’invecchiamento, tali composti diventano più complessi, rendendo i vini più evoluti, cioè meno astringenti e più morbidi.
Ricordiamo che, oltre ai tannini contenuti naturalmente nell’uva, questi composti si trovano anche nel legno, per cui in fase di maturazione il vino ne acquista degli altri anche durante la permanenza in botte o in barrique. Il legno rilascia, infatti, ulteriori tannini che contribuiscono ad aggiungere astringenza e aroma al vino. Più la botte è piccola, migliore è lo scambio delle sostanze aromatiche: ecco da dove deriva il detto “nella botte piccola c’è il vino buono”.
Fra i migliori esempi di vini rossi tannici di Cantine Leonardo da Vinci troviamo tante etichette. Per citarne alcune suggeriamo la degustazione di Rocca di Cesena Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC della linea 1502 Da Vinci in Romagna; Vergine delle Rocce Chianti Riserva DOCG della linea Da Vinci I Capolavori, oppure anche il San Giovanni Battista Brunello di Montalcino DOCG.