Con tre eventi incentrati sul tema “Leonardo fra Medicina, Arte e Scienza” si è celebrato Leonardo da Vinci in Argentina con il programma “IN-GENIO Italiano”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires nel mese di Novembre.

Per l’occasione, Cantine Leonardo da Vinci ha accompagnato i momenti istituzionali con una selezione di etichette rappresentative delle collezioni ispirate al Genio e realizzate seguendo il Metodo Leonardo©.

Il ciclo di eventi ha presentato il Genio di Vinci come un uomo del futuro già nel suo tempo e oggi, cinque secoli più tardi, ancora fonte di ispirazione nelle discipline artistiche e scientifiche. Leonardo è un genio universale, ma è un genio italiano. Di più, è colui che ha innescato la creazione dell’immagine dell’Italia che si è poi radicata nelle popolazioni di tutto il mondo.

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Le tre iniziative “IN-GENIO italiano” sono state interamente dedicate a valorizzare le espressioni della straordinaria produzione scientifica ed artistica di Leonardo e hanno visto il coinvolgimento in qualità di relatore del professor Alessandro Vezzosi, Direttore dei Musei Leonardo e ambassador del progetto Leonardo Genio del Vino.

Dalla Conferenza “Leonardo nella Facoltà di Medicina” al dibattito “Todo lo que necesitás saber sobre Leonardo en el siglo XXI”, fino alla esposizione di modelli delle sue opere più note, con la mostra “1519-2019: il Genio di Leonardo da Vinci – Macchine e invenzioni”, l’obiettivo è stato quello di rappresentare la genialità di un’artista che ha così profondamente influenzato la realtà contemporanea, a partire da una idea, un disegno, una immagine, un progetto. E che ancora oggi non smette di stupire, affascinare e creare interesse attorno a sé anche nei campi dell’enologia e della viticoltura.

Un cavatappi in posa da Vitruviano, una catapulta a forma di apribottiglie, e ancora macchine volanti, spirali a vite e altri marchingegni frutto da un lato del genio di Leonardo, dall’altro della fantasia dell’illustratore Gianluca Biscalchin, che ha realizzato una serie di disegni dedicati a Leonardo Genio del Vino.

Giornalista e illustratore, Biscalchin è specializzato in gastronomia, viaggi, libri. Nelle sue illustrazioni crea microcosmi di città, paesi, ingredienti, chef con uno stile che mette insieme ironia e cultura.

Biscalchin ha interpretato il mondo di Leonardo da Vinci e il vino immaginando il Genio alle prese con l’oggetto più comune e familiare per chi voglia aprire una bottiglia: il cavatappi. Da lì, una carrellata di disegni spiritosi che vogliono rendere omaggio alla mente più creativa di sempre – quella di Leonardo da Vinci – che a sua volta si sarebbe sbizzarrita nell’immaginare congegni avveniristici per il vino.

Vino che entra anche in sintonia con i personaggi più famosi dei dipinti di Leonardo, che sotto la mano di Biscalchin prendono vita e personalità autonoma muniti di calice, rosso o bianco. E’ così per la Dama con l’Ermellino, per il Bacco o il San Giovanni Battista.

Il Leonardo di Biscalchin, e anche il nostro, è un Genio irriverente e ironico, un’icona pop con uno spirito talmente proiettato nel futuro da essere ancora e per sempre fonte inesauribile di ispirazione.

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Il legame tra Leonardo e Milano è noto: l’Ultima Cena, il Codice Atlantico, le chiuse del Naviglio Grande, la sua vigna e ancora i moltissimi disegni che il Genio ha lasciato nei suoi vent’anni di permanenza. Per questo motivo abbiamo portato il nostro progetto nella città che – dopo Vinci – più lo rappresenta, con un evento speciale dedicato a Leonardo Genio del Vino.

Per cinque giorni – dal 25 al 29 settembre – Villa Necchi Campiglio ha ospitato il racconto di Leonardo e il vino in tutte le sue anime: quella enologica, con la presentazione delle collezioni dei vini ispirati al Genio e prodotti secondo il Metodo Leonardo®; quella culturale, con una mostra temporanea di opere a cura dei Musei Leonardo; e anche l’anima più contemporanea e di ricerca con un evento speciale in cui gastronomia e scienza si sono fusi a testimonianza del contributo che Leonardo continua a dare, ancora oggi, al mondo del vino e del cibo.

Villa Necchi Campiglio, nel centro di Milano, è un luogo dalle caratteristiche uniche: una dimora degli anni Trenta progettata dall’architetto Piero Portaluppi – oggi tutelata dal FAI – circondata da giardino privato con piscina e campo da tennis. Gli ambienti più significativi della Villa hanno ospitato l’evento inaugurale – riservato alla stampa e ai clienti – del 25 settembre: un pomeriggio pieno di ispirazione e approfondimento su Leonardo e il vino e a seguire una serata di musica, cibo e convivialità.

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Nel corso della conferenza tenuta da SimonPietro Felice (direttore generale di Caviro e amministratore delegato di Leonardo da Vinci Spa), Luca Maroni (analista sensoriale) e Alessandro Vezzosi (direttore dei Musei Leonardo) sono stati illustrati vari aspetti del legame di Leonardo con il vino, l’agricoltura e l’enologia e l’attualità del suo pensiero; a seguire una degustazione tecnica a cura dei sommelier di AIS Milano ha coinvolto alcune delle etichette più rappresentative delle cinque collezioni dei vini di Cantine Leonardo da Vinci.

Gli ospiti dell’evento hanno potuto ammirare gli interni della villa e partecipare alla visita guidata della mostra “Il mondo di Leonardo e il Vino”, ospitata al terzo piano. Tra le opere esposte anche il Bacco di Guido Reni, la Madonna con bambino e grappolo d’uva di Desiderio da Settignano e la fedele riproduzione della Gioconda Nuda la cui copia originale, ora in prestito al Castello di Chantilly, sarà esposta presso il Museo Ideale Leonardo Da Vinci a partire dal 14 ottobre.
La serata si è conclusa con un aperitivo a bordo piscina, con musica dal vivo, e a seguire, nei campi da tennis della villa, una cena eseguita dalla chef stellata Cristina Bowerman – testimonial di Cantine Leonardo da Vinci – che per il progetto ha ideato l’esclusivo menù ‘Visioni culinarie dal futuro’ con piatti come il Risotto con piccione, marzolino e rosmarino o i Gnocchetti all’aglio nero, fave e limone candito.

Durante i cinque giorni di apertura, la mostra ha ospitato numerosi visitatori che hanno potuto apprezzare la contemporaneità e poliedricità della figura del Genio senza tempo nel modo migliore: degustando un calice di Chianti Riserva (premiato recentemente con la medaglia d’oro al concorso Mondus Vini) prodotto dalle Cantine Leonardo seguendo le indicazioni enologiche dettate dal Genio, recuperate e custodite nel Metodo Leonardo®.

Chi era umanamente Leonardo da Vinci? Il documentario Il vino di Leonardo, diretto da Marco Carosi, svela il lato più intimo di Leonardo con un racconto inedito: il suo legame con il vino e la vigna. Venticinque minuti di racconti inediti, viaggi nei luoghi leonardiani (dalla campagna di Vinci alla Milano del Cenacolo) e rivelazioni di esperti, che mostrano il lato più umano, intimo e famigliare di Leonardo da Vinci.

Leonardo è sinonimo di una mente eclettica e creativa, così il documentario mixa la bellezza di scenari mozzafiato a un racconto incalzante e curioso; a impreziosire l’opera cinematografica anche la partecipazione straordinaria del pluripremiato Oscar Vittorio Storaro che ha illuminato le scene finali del Cenacolo milanese.

Presentato per la prima volta a Vinci lo scorso 11 aprile, Il vino di Leonardo è tra i finalisti di prestigiosi concorsi cinematografici internazionali: partendo dall’International Wine Film Festival di Santa Maria Valley in California, il Vero Beach Wine in Florida e lo speciale Da Vinci International Film Festival dedicato alle migliori pellicole indipendenti di tutto il mondo.

In Italia, sarà possibile partecipare alla proiezione in selezionati ed esclusivi momenti, come è stato a Firenze e come sarà a Faenza il 6 luglio prossimo nell’elegante piazzetta della Molinella, in occasione della rassegna Cinemadivino, dove si celebra da sempre la perfetta combinazione tra ottimi vini e film d’autore.

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È un Leonardo inedito e originale quello che si scopre nelle pagine del volume Leonardo da Vinci e il vino di Luca Maroni, che indaga il lato umano e agricolo del Genio di Vinci. Tanto da definirlo wine maker.L’autore, studioso di Leonardo, a cui si deve il reimpianto dell’originale vite del vigneto di Leonardo a Milano, ci presenta il grande Genio del Rinascimento in una veste insolita: quella del wine maker e wine lover. Il libro narra la storia dell’importante rapporto che lega Leonardo da Vinci al vino. Nato in una famiglia di produttori di vino e proprietaria di molti vigneti a Vinci, Leonardo si appassiona fin da subito alla coltura dell’uva e alla sua trasformazione al punto da diventare, come lo definisce lo stesso autore: “il primo agronomo, enologo e sommelier della storia”. L’acquisto di vino veniva regolarmente annotato da Leonardo nella lista della spesa, magari accanto a un disegno d’insuperabile bellezza o vicino ad un’importante dimostrazione scientifica. Sappiamo così da Leonardo stesso che egli amava bere un bicchiere di vino, tutti i giorni, durante ogni pasto, e con consapevole moderazione. Nel libro ognuno degli aspetti fondanti del rapporto fra Leonardo e il vino viene indagato e descritto con la citazione filologica delle parole di Leonardo, con le immagini degli appunti e dei disegni relativi dei suoi codici originali. Emerge quindi il Leonardo curioso di tutto e dall’inesauribile voglia di trovare una spiegazione per ogni cosa. Ma emergono anche i lati più umani e intimi del personaggio: le sue abitudini quotidiane, l’infanzia a Vinci, l’anima agricola. Un ritratto nuovo di una personalità affascinante e straordinariamente coinvolgente per la sua attualità.  L’uscita del volume Leonardo da Vinci e il vino, edito da Sens, è prevista il 14 febbraio 2019 in occasione della presentazione con l’autore nell’ambito della manifestazione I Migliori Vini Italiani.

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