Esiste una vasta produzione di vini da dessert italiani, ottenuti da diversi vitigni.
Se ne possono individuare alcune principali categorie: i vini dolci come il Moscato d’asti o il Moscato di volpara, bianchi, o il Brachetto d’Acqui che è un vino rosso da dessert. Si tratta di vini a bassa gradazione alcolica, la cui dolcezza è propria dell’uva da cui sono ottenuti, che viene raccolta al giusto grado di maturazione e lavorata in modo la lasciare nel vino residui zuccherini. Sono adatti per accompagnare dolci secchi, biscotti o frutta, ma anche preparazioni a base di nocciole.
I vini passiti, invece, come il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e il Torcolato, l’Erbaluce di Caluso e tanti altri, sono ottenuti da uve surmature, cioè lasciate più a lungo sulla vite, o vendemmiate e poi fatte appassire su appositi graticci e stuoie prima di essere lavorate, per concentrare gli zuccheri negli acini. I passiti hanno un grado alcolico e una aromaticità superiore:
si abbinano a dolci più ricchi e aromatici, come marmellate o frutta, come crostate o strüdel, oppure speziati come il panforte. I vini liquorosi dolci, infine, come il Marsala,
sono ottenuti con un’aggiunta di alcol durante la fermentazione: il risultato è un vino molto alcolico, che solitamente deve stagionare a lungo prima di essere bevuto.
Questi vini, che si possono degustare anche da soli, sono molto aromatici e complessi, tanto da poter sostenere l’abbinamento persino con il cioccolato, solitamente non accompagnato da vini, e anche azzardare l’unione con qualche formaggio stagionato.