“Leonardo: il dono della vigna” inaugura a Vinci.

Il 28 Giugno 2022, a Vinci, è stato inaugurato lo spazio espositivo Leonardo Wine Genius che ospita la mostra interattiva “Leonardo: Il dono della vigna”: un viaggio alla scoperta dell’amore del maestro da Vinci per la botanica e l’enologia, del suo profondo legame con la terra, dagli studi agronomici alle intuizioni scientifiche e ingegneristiche.

Lo spazio Leonardo Wine Genius, aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 18 e visitabile gratuitamente, sorge in via Montalbano 2, nel cuore del pittoresco borgo situato nella regione vitivinicola del Chianti, di cui arricchisce l’offerta culturale.

Giuseppe Torchiasindaco di Vinci, commenta: “Questo nuovo spazio culturale, all’interno del nucleo storico di Vinci, sarà un suggestivo punto di riferimento per i turisti in visita. L’operazione rappresenta un importante esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà private nel nostro territorio, da sempre vocato alla coltivazione della vite”.

Leonardo nei secoli: una mostra interattiva


Nel corso dei secoli, la figura di Leonardo da Vinci non ha mai smesso di affascinare. Oltre a essere inventore, scienziato e artista, il Genio toscano fu anche amante del buon bere, antesignano agronomo ed enologo,tanto da definire il vino “divino licore dell’uva”.
La mostra Leonardo: Il dono della vigna, collocata in un’antica galleria che nell’Ottocento ospitava un museo del vino, racconta proprio la passione di Leonardo per la viticoltura, in un’atmosfera avvolgente e ricca di suggestioni multimediali.

Il percorso vanta la consulenza scientifica del Prof. Attilio Scienza e si snoda tra l’esperienza toscana degli anni giovanili di Leonardo e il suo viaggio del 1502 in Romagna, dove assaggiò vini locali e progettò tecniche di vinificazione raffinate. In Romagna Leonardo disegnerà due grappoli di uva con la nota “Uve Portate a Cesena”: l’unico schizzo del frutto dell’uva pervenutoci, digitalizzato ed esposto nella mostra.
Si prosegue con il racconto degli anni milanesi alla corte di Ludovico il Moro, che donò a Leonardo un ettaro di vigna – i cui resti fanno parte dell’esposizione – come ricompensa per la realizzazione del Cenacolo. Testimonianza della pionieristica visione di Leonardo e oggetto della mostra è il testo della lettera inviata nel 1515 dal Genio al suo fattore di Fiesole, in cui si lamenta del vino ricevuto a Milano, individuando nelle errate modalità di vinificazione le ragioni della cattiva riuscita del prodotto.

Leonardo: Il dono della vigna è realizzata da Leonardo da Vinci Spa, in collaborazione con Giunti Editore, storica casa editrice fiorentina impegnata da oltre mezzo secolo in un progetto di divulgazione e riproduzione dei codici leonardiani.

 
Il recupero del metodo enologico di Leonardo


Il metodo suggerito da Leonardo per produrre i propri vini alla sua morte venne dimenticato. Dopo cinque secoli, Leonardo da Vinci Spa si è impegnata nella riscoperta e nel recupero della ricerca scientifica avviata da Leonardo in enologia, al fine di dare vita alla versione moderna e aggiornata del suo metodo enologico, utilizzato oggi per la produzione di vini eccellenti.
Il Metodo Leonardo® è oggi protocollo di produzione esclusivo in continua evoluzione, con specifici criteri qualitativi e quantitativi per ogni fase di produzione.

SimonPietro FeliceAD Leonardo da Vinci SpA Direttore Generale Gruppo Caviro, commenta: “Sin dalla sua nascita, ormai 20 anni fa, la Leonardo da Vinci Spa divulga nel mondo la conoscenza della figura di Leonardo e della sua straordinaria poliedricità. Con i nostri vini premium e super premium esportiamo in ben 42 Paesi e il Chianti da Vinci è leader di mercato negli Stati Uniti. Questo nuovo spazio espositivo è motivo per noi di grande orgoglio e racconta un aspetto interessante e inedito del grande Genio toscano”.

Coordinamento scientifico: Prof. Attilio Scienza | Curatela: Leonardo da Vinci SpA | Allestimenti: Arch. Francesca Rapisarda | Arch DesignMultimedia: ETT SPA | Special partnership: GIUNTI EDITORE | Degustazione a cura di: Luca Maroni